
foto : alpe di siusi vista dalla val di tires
Dopo gli ultimi due lunedì di spossante riposo “forzato” causa persistente pioggia, non potevo iniziare la settimana con un lunedì alla ricerca di terribili latitanti, meglio con un bel “giretto” tra valli e prati nelle Montagne.
Ieri ore 9.00 cappuccino e strudel alla solita pasticceria. 9.30 partenza, direzione SP349 Trento. Sulla sempre splendida scorciatoia di Monterovere per noi Altopianesi “el menador” con vista dei suggestivi laghi di Caldonazzo (il più grande del Trentino A.A.) e di Levico, scendiamo fino a Caldonazzo, Trento città, e Lavis. Da qui la salita sulla lunga e luminosa Val di Cembra, tra infinite curve, dove giunti a Capriana, svolta a sinistra su di una salita di tornanti stretti, ma... ad un tratto nell’entrare di un bosco inaspettatamente l’asfalto finisce e comincia lo sterrato, tra l’altro non segnato in cartina.
Giò, con gomme nuove 190/55-17 esterna alcune frasi di senso compiuto che per motivi di spazio devo abbreviare del genere, V.F.C. ; mer… ; c@@@ ecc ecc. Percorriamo circa 3 km di sterrato in una selva di Larici, la strada è pianeggiante fortunatamente , ed ecco che si presenta a noi il piccolissimo paesino di Anterivo(BZ), in cima ad una montagna, nascosto da tutto e tutti, 350 anime. Sono rimasto colpito e affascinato per l’ennesima volta, nel rivedere in questi posti che il tempo non conosce date, il tutto è rimasto fermo come una volta. Parcheggiata la Regina e l’Aprilia Tuono davanti all’unico bar, in
“centro” una piazza di ca.
200 mq, mi sono tuffato alla scoperta di questo folkloristico nido di case, che il tempo ha lasciato nel passato. La prima visita nella Chiesa stile Gotico, di contorno a pochi passi il sepolcreto ; una piccolissima scuola, ho contato 8 biciclette , un solo negozietto multivendita ; nient’altro, nessuna persona incontrata; nessuna auto transitata, nessun albergo, niente di niente, simpatico il barista con il suo "italiano-tedescato". Emozionante vedere come la gente di questo paesino abbia saputo rimanere, conservare, e vivere come noi 50 anni fa, nel radicamento culturale della storia, nelle tradizioni, nella semplicità, nella purezza dei valori che nella
Gente di Montagna sono conservati ancora come
preziosi tesori, di generazione in generazione. Dopo questo arrichimento di
emozioni, siamo ripartiti, sulla lunga discesa fino a San Lugano nella Valle di Fiemme, per poi proseguire sulla spettacolare salita per Pietralba famosa località Montana per il suo Monastero, dove il nostro lustre corregionale fu
Albino Luciani ovvero
Joannes Paulus Papa I , si recava nei suoi ritiri spirituali. Ecco Nova Ponente, ridente paesino, e poi giù a Ponte Nova. Qui sosta obbligatoria allo Bikers Stop, il sole ci aiuta e mangiamo fuori. Ai tavoli troviamo una compagnia di motociclisti di Zurigo tutti rigorosamente con delle Harley Davidson, giubbotti neri, borchie, capelli stile Cugini di Campagna e birra in mano, seguirà poi un tavolo di 4 vicentini con quelle “strane moto di Monaco” ma la sorpresa più grande è quando vedo arrivare una decina di moto sempre quelle a tre lettere con targa DOIC,
erano tutti Giapponesi con moto a noleggio. Ci siamo ritrovati a mangiare in 40, e si sentiva parlare Tedesco, Giapponese e Vicentino…. di lunedì.
Riempito il buzzo, siamo ripartiti sui tornanti di San Valentino sopra la spettacolare Val di Tires, passando tra selve di larici, abeti e pascoli fino a raggiungere Prato all’Isarco. Ancora una salita sulla pittoresca Valle di Fiè, ci conduce sull’Altopiano dello Sciliar, con vista sullo straordinario scenario delle Alpe di Siusi, e del Monte Sciliar 2564 mt. Qualche minuto di venerata ammirazione allo spettacolo naturale che avevamo davanti, poi da Castelrotto a Ponte Gardena, per prendere la A22 e rientrare ad Asiago.
Un altro giorno stupendo, in sella alla Regina che mi ha condotto tra spettacolari Montagne, per cercare sentieri diversi, vedere nuovi colori, ascoltare i suoni del vento, emozioni che magicamente mi conducono nel mio mondo.

il monte sciliar 2564